I Navigatori

La vecchia Fiorenza, seppur città dell’entroterra, rivestì insieme a Lisbona e Siviglia un ruolo determinante nelle esplorazioni marinare dei secoli XV e XVI.

I mercanti ed i banchieri fiorentini, con alle spalle una consolidata fortuna secolare, furono in qualche modo i “sostenitori” delle avventure oceaniche dell’età delle grandi scoperte geografiche, tanto che proprio a Firenze nel corso del Quattrocento, sulla scia della rinascita di lettere, scienze ed arti, attecchì un fervore del tutto particolare nel contesto della formazione cosmografica, che fece emergere figure di spicco della levatura di Paolo Pozzo Toscanellio, alla cui scuola fecero riferimento tanto Cristoforo Colombo quanto Amerigo Vespucci.

Fulcro di questo fermento di studi cosmografici e cartografici fu il monastero di Santa Maria degli Angeli, ancor oggi individuabile a Firenze lungo Via degli Alfani, in prossimità della “Rotonda Brunelleschi”, detta anche, appunto, di “Santa Maria degli Angeli”. Ne attesta l’esistenza un manoscritto coevo, il quattrocentesco Codice Rustici, attualmente consultabile presso il Seminario Arcivescovile Maggiore del Cestello a Firenze, compilato ben seicento anni or sono, con dovizia di particolari, da Marco di Bartolomeo Rustici.

Toscanelli, figura eclettica e depositaria di un vasto sapere (medico, scienziato, umanista, cosmografo), visse ed operò, quindi, in un fervore culturale senza precedenti in quella che divenne capitale delle lettere, delle scienze e delle arti e, così, anche della geografia. È ormai appurato che nel 1474 abbia redatto una mappa su commissione del re lusitano Alfonso V, proprio perché, essendo il Portogallo all’avanguardia nelle esplorazioni atlantiche alla ricerca di più agevoli rotte per e dai paesi delle spezie e della seta, le sue convinzioni sulle minori dimensioni della sfera terrestre e sulla maggiore estensione della vecchia ecumene tripartita presagivano nuovi itinerari, marittimi, per il Catai, attraverso il tenebroso e tempestoso oceano di ponente: non era più un tabù poter pensare di navigare dalle coste europee alle Indie “orientali”, puntando ad occidente!

Cristoforo Colombo, da buon marinaio, non fece altro che far propri i dettami cosmografici del Toscanelli e progettò la sua traversata dell’Atlantico, risultando del tutto provvidenziali gli errati calcoli del grande matematico: nella realtà le dimensioni del globo sono più ampie nella misura di un quarto, uno spicchio nel quale si stagliò d’improvviso e inaspettatamente un nuovo continente, il quarto per l’appunto, poi compiutamente svelato dal “cosmografo” Amerigo come Mundus Novus.

Determinante fu, quindi, l’apporto dei banchieri e dei mercanti fiorentini che, insieme a quelli liguri, erano da tempo operanti in terra iberica e in altre nazioni europee: furono loro ad erogare i necessari finanziamenti per l’armamento delle flotte che poi salparono nella “corsa” alle scoperte geografiche.

È a Siviglia che il banchiere fiorentino Giannotto Berardi finanziò il primo viaggio di Colombo ed è in questa città che Amerigo si stabilì, proprio dal 1492, per curare gli interessi di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici quale ispettore del banco di famiglia.

L’anno di svolta fu il 1492, l’anno noto per la scoperta di Cristoforo Colombo e per la morte di Lorenzo il Magnifico, ma anche l’anno del compimento della settecentenaria “reconquista”, con la caduta di Granada, ultimo baluardo moresco in terra di Spagna; l’anno contraddistinto, inoltre, da un altro evento epocale, avvenuto proprio il 12 ottobre, il giorno canonico della scoperta dell’America e della fine tradizionale del Medioevo: la scomparsa del monarca della pittura, della matematica e della geometria, Piero della Francesca, il quale – non possiamo esimerci dall’ipotizzarlo – è altamente probabile sia entrato in contatto con la scuola toscanelliana.

Firenze e il suo suburbio, culla del Rinascimento, vera e propria fucina di eccellenze in ogni campo dello scibile, diede i natali addirittura a molti naviganti, non semplici marinai ma persone di alta levatura culturale, che poi avrebbero assunto una posizione di primo piano nella storia: a ciascuno di loro in questo volume è riservato un saggio monografico che ne ripercorre le vicissitudini biografiche, mettendo in risalto il fatto come le «amate sponde» di un fiume – l’Arno – abbiano visto crescere tanti personaggi che sarebbero divenuti protagonisti di imprese nautiche di lunga gittata. E non si fermarono davanti a nessun ostacolo, né di pensiero né reale: le rotte seguite furono le più disparate e si snodavano nei mari di mezzo mondo, dall’Oceano Indiano all’Atlantico, al Pacifico.

I fiorentini cavalcarono l’onda delle imprese di coloro che avevano azzardato nuove vie marittime e scoperto

nuovi varchi oceanici, allargando i limitati orizzonti del vecchio continente tripartito: di Colombo abbiamo già detto, ma non dobbiamo dimenticare le spedizioni portoghesi del Diaz e del Da Gama che avevano attestato la circumnavigabilità dell’Africa.

Amerigo Vespucci nacque e visse proprio in riva all’Arno, nel quartiere di Ognissanti, ove ebbe modo di instaurare intimi rapporti anche con i più eminenti maestri di epoca laurenziana, in primis Botticelli e Ghirlandaio, e di vivere appieno il clima del rinascimento fiorentino.

La residenza fiorentina dei Corsali era in Santa Croce, in una casa denominata “il diluvio” per le frequenti inondazioni dell’Arno che vi si abbattevano, a poca distanza da quella dei Da Verrazzano; una vicinanza che, vista la coetaneità fra Giovanni da Verrazzano e Andrea Corsali, è plausibile abbia determinato un’inevitabile conoscenza reciproca, forse un’amicizia.

Insomma, il fiume di Firenze, l’Arno, l’aramaico leone vittorioso, la fiera erculea, il futuro marzocco con scudo e giglio – tutti storici emblemi della città – nei secoli ha accolto nel suo alveo i sogni di gloria di molti, anche se ha condotto solo pochi “eletti” ad «una qualche fama», spesso facendoli approdare altrove. E Niccolò Rinaldi si è fatto interprete di costoro, che reclamano a gran voce il proprio posto nella storia di Firenze e del mondo intero.

Ecco l’inizio dell’avventura!